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Non avrei mai pensato di essere più tenero del dovuto con i cospirazionisti. Ho sempre detto che una persona per bene non crede ai complotti, perché il solo fatto d’immaginare un diabolico e arzigogolato piano orchestrato ai proprî danni, rende i contorni di una persona: significa, al tempo stesso, avere un’intelligenza diabolica per immaginarlo, e una disposizione d’animo sedotta dal male per crederlo vero. Vedere sempre un lato oscuro in ogni cosa, è un ottimo indizio della presenza di un lato oscuro in chi lo vede.
Leggendo questo articolo del New Scientist ho scoperto di essere stato perfino buono: ci sono diversi tipi di movimenti che rifiutano “la verità ufficiale”, declinandola in un piano di irrealtà fosca e paranoica, ma hanno tutti dei tratti comuni. Il rifiuto della realtà, è – il paradosso delle due cose assieme – un rifiuto della complessità, e un rifiuto della semplicità. L’analisi psicologica ed emotiva di chi è cagionevole a questo tipo di doppio pensiero è piuttosto spietata:
Qualunque cosa stiano negando, i movimenti negazionisti hanno molto in comune fra loro, non ultimo l’uso delle stesse strategie. Tutti si considerano come dei coraggiosi difensori degli oppressi che lottano contro un’élite corrotta legata a una cospirazione per sopprimere la verità, o per dare corpo a una malevola menzogna, ai danni delle persone normali. Il complotto è solitamente descritto come impegnato a promuovere un sinistro piano: che sia lo Stato del Grande Fratello, la conquista dell’economia mondiale, il potere dei governi sugli individui, il guadagno economico, o l’ateismo.
Il cospirazionismo è storicamente un riflesso del pensiero di destra, del conservatorismo contrario al progresso scientifico. Ne sono espressione il rifiuto dell’evoluzionismo, quello del riscaldamento globale, il collegamento fra HIV e l’AIDS o fra il tabagismo e il cancro. Tuttavia, come molte altre cose destrorse, sta attecchendo anche a sinistra, specie quando ci sono di mezzo gli americani: i complottisti dell’Undici Settembre, quelli che Armstrong non è mai stato sulla Luna, e così via.
C’è un’intera componente, in questi movimenti, che strizza l’occhio al populismo anti-elitario: che vede lo studio – e lo studio dei fenomeni – come un metodo per industriarsi ad abbindolare il prossimo. Gli “esperti” sono coloro che hanno più strumenti per nascondere la verità: emblematico il caso di un candidato al direttivo per l’educazione del Texas, Don McLeroy, che in un dibattito a favore del creazionismo si espresse con un nitido «qualcuno dovrà pur fronteggiare gli esperti!»
Alla fine dell’articolo ci sono 6 regole che il complottista-tipo usa – nella propria testa e al di fuori – per avvalorare la propria tesi e renderla inoppugnabile. Io ne aggiungerei una settima, che è quella più depressiva e manifesta in questo tipo di ragionamenti: qualunque evento darà ragione al proprio teorema complottista. Ciascuna cosa sarà prova del complotto, o del tentativo di nascondere il complotto. Se tu dici “Viva l’America!” è perché sei un agente della CIA, se dici “America schifo!” è perché stai cercando di nascondere che sei un agente della CIA. Così facendo, qualunque espressione della realtà – l’una, o quella contraria – dimostrerà il teorema paranoide.
Se – dice Kalichaman, psicologo che ha passato degli anni a studiare i movimenti negazionisti dell’HIV dal di dentro – le persone propense a credere a complotti e negazionismi sono, per buona parte, individui ordinarî e in buona fede, essi mantengono una fragilità del pensiero che li porta a manipolare pensieri attendibili e non. Non va così bene agli animatori dei movimenti negazionisti, per i quali la diagnosi è ancora peggiore:
Questi mostrano tutti i tratti del disturbo paranoide della personalità, incluso la rabbia, l’intolleranza alle critiche, e ciò che gli psichiatri definiscono come un grandioso senso della propria rilevanza nel mondo. In definitiva, il loro negazionismo è un problema mentale. È per questo che tutti questi movimenti presentano le stesse caratteristiche, specialmente nella sottesa teoria cospirazionista.
Né i capibastione né le truppe negazioniste mentono nel senso più convenzionale: sono intrappolati in ciò che gli studî delle nevrosi chiamano “pensiero sospettoso/diffidente”. Lo stile cognitivo dei negazionisti rappresenta un senso della realtà deformato, che è la ragione per la quale discuterci è del tutto inutile. Tutte le persone adattano il mondo al proprio senso della realtà, ma la persona sospettosa distorce la realtà con una rigidità fuori dal comune.
Ragazzi, non penseranno mica di darcela a bere?




Oltre alla esaustiva prova di