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Qualche giorno fa è successa una cosa particolare. Ve la spiego con una premessa: questo blog è un blog che potremmo definire medio, non è di quei blog che hanno decine di migliaia di lettori ma non è neanche un diario strettamente personale che leggo soltanto io e qualche amico. Ho la fortuna di avere qualcuno che mi legge, e soprattutto di avere persone che stimo che mi leggono. E poi è tutto fuorché un blog storico: siamo giovani, Distanti saluti ha più un anno e mezzo che due anni.
Quello che però ho sempre rivendicato, ed è il motivo per cui ci dedico molto tempo a provare a rispondere a tanti, è la straordinarietà dei commenti – o più precisamente ancora, dei commentatori – di questo blog. Ne abbiamo parlato in più d’una occasione con Francesco, che quanto ai commenti ha un approccio disincantato e completamente diverso dal mio, e avendo seguito alcune non-discussioni sul suo blog devo dire che è difficile biasimarlo. Non so perché mi sia capitato di avere dei commentatori così interessanti e simpatici – e, se mi si permette, devoti al dialogo –, nessuno dei quali mi ha dato l’impressione di odiarmi di odio vero (vabbè, uno c’è, Tenkiu, la fondamentalista cristiana, ma anche a lei mi ci ero [quasi] affezionato) come invece ho più volte visto succedere ai denigratori professionisti di Francesco.
Non credo che sia per ciò che scrivo, su alcuni temi – le donne e gli omosessuali nell’Islam, ad esempio, o l’aspra critica al Cristianesimo e tutte le religioni – ho delle idee che difficilmente trovano cittadinanza in qualcuno degli schieramenti politici classici di inizio XXI secolo: basti pensare che la persona che ha fatto più commenti su questo blog, avevo un giochino per controllarlo, è un frate, Alberto, con cui ci prendiamo a cazzotti (immaginarî) a ogni discussione, e che avrebbe delle buone ragioni per essere arrabbiato con me: perché gli faccio pagare in ogni discorso che facciamo, anche più del giusto, quella tunica (in un lapsus avevo scritto “quella tonica che porta”, forse per Fra Alby sarebbe perfino più azzeccato) che porta – basti pensare che in ogni email che gli mando al posto del canonico (!) come va?, comincio, invariabilmente, con qualcosa come “brutto stupratore di bambini, quanti violentati oggi?”.
Eppure c’è qualcosa di incantevole e prodigioso in come funziona tutto ciò, mi ci ha fatto pensare un commento di una persona silente che non era mai intervenuto ma – lateralmente a un’altra questione – ha detto, più o meno, che a lui non interessa molto quello che scrivo ma l’interplaying con i commentatori abituali. Un concetto divertente, anche nella sua espressione, al quale mi sono affezionato. Ho pensato che un giorno dovrò fare un’enciclopedia dei commentatori abituali, da Angia a Scialocco – passando per quelli che vanno a periodi, come Franco, o quelli ultimamente più latitanti come Rosa – in cui provo a raccontarli come li vedo io, e con la loro lingua.
Naturalmente era già successo che incontrassi qualcuno che ho conosciuto sul blog, direi un paio di dozzine di volte, ed è sempre stata una sorpresa in positivo. Per alcuni di questi, come Max e Marco, posso dire che sono diventati degli amici, ho dormito da loro – a 7 mila chilometri di distanza l’uno da l’altro –, e soprattutto che mi hanno insegnato tantissime cose. La cosa che non era successa, però, fino a qualche giorno fa – almeno che io sappia – è che due persone che si erano conosciute sul blog si incontrassero fra loro e indipendentemente da me, Angela e Ilaria – magari si saranno trovate antipaticissime –, il che mi ha fatto sentire un po’ di meno il padrone di casa qui, la miglior cosa che possa succedere. Conoscevo una coppia che aveva chiamato il figlio con il nome della città in cui si erano conosciuti: il giorno in cui qualcuno si incontrerà, si sposerà, e chiamerà il proprio figlio Distanti saluti capirò che è arrivato il momento di togliermi di mezzo.
p.s. Visto che ci sono, e che so che un sacco di gente preferisce leggermi via feed, ho pensato di linkare il feed dei commenti, che non avevo mai pubblicato: eccolo qui.



