Hattrick Aftershave

Per un periodo della mia insana esistenza fui assiduo giocatore di Hattrick, dove ebbi soprattutto modo di conoscere moltissime persone che non avrei potuto incontrare in altro modo. Uno proprio così è Davide. Un’estate, nella sua casa al mare, ci imbattemo in un dopobarba con un nome troppo simile per essere trascurato…. questo è quello che ne venne fuori:

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LEGENDA
Divino: corrispondente al venti nei livelli del gioco – il non plus ultra.
Molto alto: con molto basso, basso, e alto, i sottolivelli.
Il giocatore x è stato visto in un bar mentre faceva il cascamorto con una velina: al tempo era la frase che stava a indicare la morte professionale di un calciatore: giocatori licenziati, falliti, etc…
Retrocessione: è un gioco di calcio, Davide era retrocesso quell’anno (non una novità per lui!).
Bannato: essere escluso dal gioco, o dal forum, di cui ero Moderatore.

(le foto si ingrandiscono con un click)

Pensieri di un uomo che non c’è

Under 21: Ogni tanto ritrovo cose che ho scritto da teen-ager, un po’ sono imbarazzanti, un po’ mi piaccion: mi sono inventato questa categoria per poterle – vigliaccamente – pubblicare, con tanto di disclaimer.

Pensieri di un Uomo che non c’è

Quella che parla è una persona che non esiste.
Sono un uomo morto che cammina, come mi ricordano ogni giorno.
“Death Man walking”
Tra poco non esisterò neanche per me stesso, e forse è meglio così..
.
Questa lettera non ha un destinatario:
Potrei mandarla alla Giustizia, al mondo;
Ma già vedo il timbro stampato sulla lettera:
“Destinatario Sconosciuto”.

Tutti si aspetterebbro da me un proclama di innocenza.
Invece voglio andare al di là del bene e del male (neanche fossi il più grande pensatore del ‘900)
Non voglio parlare di quello che ho fatto. Ho sbagliato.
Queste cose in 20 anni si capiscono.

Non voglio la pesantezza della compassione
Voglio volare via, leggero.

Non voglio la grazia:
Perché proprio a me?
Tanti altri meriterebbero di rimanere tra Voi, non io.
Tante persone che hanno prodotto meno dolore di quello che ho prodotto io.
Altri ancora che non hanno fatto nulla. E devono morire.
Come si fa ad esser certi che qualcuno è colpevole?
E non venitemi a parlare di DNA o impronte digitali:
la certezza assoluta non ci puo’essere.
Ed anche per un margine di errore di uno su un milione non si può uccidere un uomo.
Per quel milionesimo di innocenza residua è sbagliato condannare.
E se quella possibilità infinitesimale, se quella possibilità impossibile, fosse quella giusta?

Lo stato mi ha condannato a morire perché io ho condannato qualcuno allo stesso destino.
Uccidendomi vorrebbero insegnarmi che uccidere è sbagliato. Strano concetto.
Probabilmente ho imparato la lezione, ma non grazie a loro.
E’incomprensibile come chi giudica uccidere il più infimo dei peccati, poi si abbassi a commettere lo stesso peccatto. E’una contraddizione in termini.

Una volta mi rivelarono, come un segreto, il mio errore:
Ho preso la vita come una cosa troppo seria.
Forse hanno ragione: comunque vada non ne esci vivo.

E non ne uscirò vivo io.

Un solo pensiero mi consola, un pensiero che Loro non hanno nemmeno calcolato:

Nietzche morì pazzo,
Hemingway fu stroncato da una cirrosi epatica,
Martin Luther King per uno stupido proiettile,
E cosi Kennedy, Che Guevara, John Lennon e tanti altri.

Io morirò per la Giustizia.
O almeno così dicono.

Socrate

La fiera delle banalità

Under 21: Ogni tanto ritrovo cose che ho scritto da teen-ager, un po’ sono imbarazzanti, un po’ mi piaccion: mi sono inventato questa categoria per poterle – vigliaccamente – pubblicare, con tanto di disclaimer.

Tenendo così accuratamente scostato da sé ogni criterio storico o classificatorio o ideologico o comunque di propria scelta e proposta, e pressione etica o ideologica, l’operazione conoscitiva si trasforma in operazione mistica, di rivelazione, di comunione cosmica. Anche qui è il mare del tutto che dilaga, e la poesia non può essere che mimesi extrasoggettiva della totalità come la critica mimesi della poesia.
Se il tutto diventa metro e ragione dell’uno, se la ragione dell’universo trionfa su quella dell’uomo, è la fine del fare, della Storia.
Il barbaglio della ragione dell’universo è luce quando giunge a illuminare la vicenda limitata e ostinata del fare umano; ma se si sotituisce ad essa, è ritorno all’indisto crogiuolo originario.”
Italo Calvino

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Olimpica 94-95

Mi scuso coi lettori da feed, ma dovevo caricare questi tre file da qualche parte: sono le statistiche della mia squadra di calcio da bambino.

Questo è il quadro delle presenze, dei numeri utilizzati, dei gol fatti o subiti: Presenze e Reti 1994-95

Questo è l’elenco di tutte le partite, con data, luogo, risultato, marcatori, minuto dei gol: Formazioni e Risultati 1994-95

Questo è il quadro di tutti gli scontri del girone, con la classifica e il nostro glorioso terzo posto: Risultati e Classifica 1994-95