Lavagne, cartelloni, bacheche

Parlando con un po’ di amici che leggono il blog mi sono reso conto che non ho spiegato molto bene come funziona il campo: ci sono alcune cose che, dal di dentro, si tende a dare per scontate, e invece magari non lo sono. Quindi ho pensato di fare qualche post in cui racconto il funzionamento, a livello pratico, del quotidiano. Oggi ho pensato alle comunicazioni.

Non è facile comunicare con tutto il campo: sia per questioni di lingue, ce ne sono tante diverse; sia perché raggiungere tutti non è sempre facile. L’ideale sarebbe, per ogni comunicazione, andare in ciascuna tenda con un interprete, e quando qualcuno manca ritornare, e poi ritornare di nuovo. Nei fatti è impossibile. Tra l’altro le persone cambiano spesso tenda, e i nuclei familiari non sono sempre rispettati.

In molti casi la soluzione è scrivere. Non è una soluzione perfetta per ogni occasione: c’è sempre qualche lingua minoritaria che rimane fuori, e c’è sempre qualcuno che non sa leggere, ma in molte occasioni è, se non altro, la meno peggio. Tre esempî:

La lavagna sul piazzale del campo con le comunicazioni che riguardano le questioni amministrative:

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I pannelli con i nomi delle persone che hanno il turno quel giorno per visitare il negozio e prendere i proprî vestiti. Questo sistema non ha funzionato bene, quindi abbiamo deciso di andare a chiamare le persone tenda per tenda:

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Il cartellone con le regole del negozio stesso:

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