Paint it black

Tutto è andato male – tutto nero per Caterina Caselli – fra l’altro anche la Sampdoria ha pareggiato nel recupero, e la Liegi vinta il ciclista più antipatico del giro.

Questa del sindaco proprio non me l’aspettavo (e difatti le mie previsioni sono andate anche peggio).
No, perché non lo diciamo solo nelle conversazioni fra amici, Alemanno è proprio fascista. Non parlo del passato, della condanna e del carcere, parlo di ora: l’antiamericanismo, il socialismo nazionale, la più trenua contrarietà agli Ogm, il corporativismo – insomma tutte quelle cose che quando sento dire a qualche amico sinistroide mi offrono il destro (!) per replicare «Ah, quindi la pensi esattamente come Alemanno!». Alemanno è fascio, dunque incarna il peggio della destra e  il peggio della sinistra.

Proprio perché trovo l’anti-fascismo un accessorio del passato (in Italia, non in Iraq o in Cina) mi trovo in difficoltà: se qualche partigiano di vent’anni mi dice che ho il Premier fascista rido, se mi dicono che ho il sindaco fascista posso ridere meno.

Spararle

Senza aver visto sondaggi o previsioni sparo la mia sul referendum Alemanno:

Rutelli 52.7
Alemanno 47.3

Affluenza 61%

Bee geeks

La copertina di Foxnews alle 3.02 ora italiana dà la misura di quanto detto
clintonwins.jpg

Update: Clinton vince di abbastanza, ma di non abbastanza per…

Update 2: alla fine guadagnerà una quindicina di delegati, ne ha centocinquanta di svantaggio.

Where perfection begins

Stasera ci sono le primarie della Pennsylvania, ultima volta in cui Clinton spererà di poter vincere. Sicuramente vincerà lei (nell’improbabile caso contrario, Obama sarebbe ufficiosamente già nominato. Sui delegati sa di aver perso, quindi prova a recuperare sul voto popolare: per questo le serve rivotare in  Florida e in Michigan (quest’ultimo praticamente in casa di Obama), e poi sperare che alla convention di quest’estate le cose vadano come non sono mai andate

Tradotto dovrebbero andargli bene un sacco di cose, e questo non sarebbe comunque sufficiente a garantirle la vittoria (anzi). Insomma, non vi demoralizzate ché stasera vincerà Hillary: si sa, lo sa anche Barack, e non cambia le cose: è quasi fatta.

Qui lo dico

…sapendo che se sbaglio saranno tutti troppo depressi per spernacchiarmi.

Secondo me a Roma Rutelli ce la fa.

Nonostante i voti di Alemanno + Storace + Ciocchetti +Baccini siano di più (e andranno quasi tutti a Alemanno), penso che il risultato nazionale sarà come una chiamata alle armi per tutti quegli indecis, pigri, non volenterosi, delusi, che all’ultimo giro o non hanno votato o hanno fatto un voto “di protesta”.
Per mia esperienza è difficile trovare qualcuno che abbia votato Berlusconi, ma ancora di più trovare qualcuno che l’abbia votato e non dica «se avessi saputo che avrebbe vinto di così tanto, non l’avrei mica votato…»

A more perfect Union

barack-obama-a-more-perfect-union.JPGQuesto post è per voi, pigri, che siete abituati a leggere soltanto cose brevi; voi che quando vedete che un filmato è più lungo di 90 secondi lo chiudete perché non avete tempo o – più probabilmente – voglia. Voi che sostenete che la stringatezza è un pregio, non per un’accurata teoria filosofica, ma per un’autoreferenziale giustificazione. Se lo faccio io, va bene.
Voi, come me, della generazione del multi-tasking, per i quali contano i primi 30 secondi di ogni cosa, perché se quelli non ‘tirano’ abbastanza avrete già iniziato a vedere o leggere qualcos’altro. E voi che procrastinate letture, visioni, appuntamenti, valanghe di email, per poi ammassarle – tutte insieme un giorno, in un panico raptus – nel dimenticatoio, nel non-leggerle-più.

E voi che siete passati su questo blog, o su quello degli altri che l’hanno linkato, e avete sentito parlare tanto bene dell’ultimo discorso di Obama “A more perfect Union”, però l’avete messo in archivio. Avete pensato: «poi lo guarderò», e vi siete preparati – perché lo sapete già che andrà così – a non guardarlo mai. Voi che avete candidamente pensato «eh no, caro Barack 37 minuti sono troppi, hai esagerato». Ecco, dico a voi.
Sappiatelo, sono uno di voi: ma questa volta no. Datemi retta, questo va visto ora. Immediatamente. Se non avete il tempo, trovatelo. Un po’ perché è il momento di ritirarsi su, politicamente, e pensare che in fondo – per fortuna – chi comanda in Italia non conta nulla. E un po’ perché va visto e basta. È bellissimo. E basta.
Così potrete dire ai nipotini che lo studieranno a scuola (barando un po’) «io me lo ricordo quando fece questo discorso».

Ora per togliere tutte le scuse:

  • Qui il video pulito, intero, senza tutte quelle righe sotto.
  • Qui (II parte) (III) (IV) il video captioned: con i sottotitoli in inglese, con le parole che si illuminano, a mo’ di karaoke
  • Qui (II) (III) (IV) il video con sottotitoli in spagnolo (ci sono anche in cinese, ma non ve li sottopongo)
  • Qui il video orribilmente doppiato in italiano (sconsigliato – no, non sono uno di quelli che consiglia di imparare il russo per leggere Tolstoy: in questo caso si perde veramente moltissimo del tono, del messaggio)
  • Qui il video con trascrizione in inglese sotto
  • Qui la trascrizione in italiano (PDF)

Fermata prenotata

il-pullman-di-veltroni.jpegMichele Serra, oggi su Repubblica:

Sinistra extraparlamentare” (il Manifesto) è un titolo spiritoso e caustico, come si conviene a chi sa defungere a ciglio asciutto. Ma riguarda una frazione piccola e rispettabile della storia novecentesca, non i milioni di elettori di sinistra che hanno votato Pd e in Parlamento saranno ampiamente rappresentati. Spiace assistere all’inabissarsi di esperienze, culture, persone che hanno fatto politica valorosamente e quasi sempre senza alcun tornaconto personale, ma torna d’obbligo ricordare ai teorici delle “due destre” e del “veltrusconismo” che la visione ombelicale del mondo, il volerlo continuamente passare al vaglio del proprio giudizio ultra-selettivo, raramente conduce al governo (e non sarebbe poi un gran guaio), ma soprattutto non conduce a condividere davvero con il resto della società la buona e la cattiva sorte. Ci sono molte altre attività dilettevoli (l’arte, le libere professioni, la fondazione di circoli intellettuali) che consentono una gioiosa pratica del senso di superiorità, o anche il vanto o vizio di sentirsi ai margini. La politica no, la politica è un autobus strapieno di gente che sgomita e puzza, che non ci somiglia e manco ci riconosce. Farla è promiscuo e compromissorio. Ma non farla più, cara sinistra extraparlamentare, è anche peggio.